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Ricevo e pubblico:
LA DENUNCIA DELLA SEGRETERIA DEL SINDACATO DI PALERMO
PALERMO - Corsi per addetti stampa organizzati da enti ed associazioni di formazione accreditati presso l’assessorato regionale del Lavoro e Formazione professionale che nulla hanno a che vedere con la professione giornalistica. La denuncia è della segreteria provinciale dell’Assostampa di Palermo, il sindacato unitario dei giornalisti, che stamattina si è riunita per approfondire una serie di tematiche legate alla professione e alla sua tutela.
Nel corso della riunione, allargata anche ad altri colleghi rappresentativi dei settori di specializzazione (carta stampata, tv, uffici stampa, new media), è stato deciso di chiedere l’immediato intervento dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia affinché si metta fine, una volta per tutte, alla giungla che attualmente esiste negli uffici stampa. Giungla che, ad oggi, permette anche ad enti che nulla hanno a che fare con la professione di giornalista di organizzare con i fondi PROF 2009 della Regione, corsi di formazione senza alcun valore professionale se non quello di alimentare aspettative da parte di giovani disoccupati fuori dalla professione giornalistica.
Non a caso la figura dell’addetto stampa, che deve essere un giornalista, è regolamentata dalla legge nazionale 150/2000 recepita in Sicilia dall’art. 127 della legge regionale 2/2002.
“Non è più tollerabile – dichiara il segretario provinciale dell’Assostampa Palermo Roberto Ginex – che, nell’ambito della professione, una specializzazione come quella di addetto stampa possa essere formata da enti che nulla hanno a che spartire con questo mestiere e che si occupano comunque di altro. Riteniamo che l’Ordine dei Giornalisti debba intervenire subito e desideriamo sapere se risponde al vero che nel registro della formazione professionale sia inserita la figura dell’addetto stampa, perché se è così allora chiediamo anche un incontro urgente con l’assessore regionale al Lavoro e con l’assessore alla Presidenza per chiarire definitivamente la questione e per evitare che siano immessi in un mercato del lavoro già asfittico addetti stampa che non sono giornalisti”.
La segreteria provinciale di Palermo dell’Assostampa ha già fatto partire, su input del segretario regionale Assostampa Alberto Cicero, la ricognizione degli uffici stampa degli enti pubblici per comprendere quali enti sono in regola con la legge e quali altri sono ancora indietro rispetto alla normativa che prevede che tutti gli enti siano dotati di uffici stampa all'intern o dei quali lavorano giornalisti regolarmente iscritti all’Albo, professionisti o pubblicisti.
GIORNALISTI: MARTEDI' STATI GENERALI INFORMAZIONE IN SICILIA
(AGI) - Palermo, 7 feb. - Martedi' si svolgeranno a Palermo, alle 10, presso il Jolly Hotel, gli Stati generali dell'informazione in Sicilia. Alla manifestazione promossa e organizzata dall'Associazione siciliana della Stampa, in collaborazione con la Fnsi, l'Ordine dei giornalisti di Sicilia, l'Inpgi e la Casagit, parteciperanno il segretario nazionale della Fnsi Franco Siddi e il presidente dell'Inpgi Andrea Camporese, oltre ai vertici regionali degli organismi di categoria e dei gruppi di specializzazione (Unci, Gus e Ussi).
"La manifestazione - sottolinea il segretario regionale Alberto Cicero - cade in un momento particolarmente caldo per la nostra categoria impegnata in una difficile vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto ormai da ben quattro anni, ma impegnata soprattutto a difendere la propria autonomia e la sua stessa legittimita' professionale di fronte agli attacchi provenienti non solo dagli editori ma anche dal mondo della politica e della burocrazia delle pubbliche amministrazioni, con particolare riferimento al settore degli Uffici stampa".
Gli Stati generali del 10 febbraio si pongono quindi come momento di dibattito e di riflessione sul momento contingente, ma anche sulle prospettive future che coinvolgono tutti gli organismi della categoria, in particolare Inpgi e Casagit, due capisaldi del nostro ordinamento che piu' di tutti stanno pagando le conseguenze del mancato rinnovo contrattuale e sono impegnate duramente per superare questa fase di difficolta'. In occasione degli Stati Generali dell'Informazione e' inoltre convocato il Consiglio regionale dell'Associazione siciliana della Stampa che dovra' fra l'altro affrontare i primi passaggi riguardanti la celebrazione del XXXI congresso regionale.
Giornalista citato in giudizio, solidarietà dall'Ordine dei giornalisti, Assostampa, Unci e dalle redazioni dei quotidiani siciliani
"A Filippo Pinizzotto e ai colleghi della Gazzetta del Sud va non solo la solidarietà dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia ma anche tutto il sostegno necessario a difesa del loro ruolo e della loro autonomia". Lo afferma il presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia, Franco Nicastro. "E' grave che i giornalisti siano chiamati dalla propria azienda a rispondere in sede civile del loro lavoro. - aggiunge - Sono iniziative che aprono pericolosi casi
di coscienza perché mettono i cronisti di fronte al rischio di dover pagare di tasca propria l'impegno per la libertà e per la qualità dell'informazione". " L'agitazione dei redattori del giornale messinese segue altre vicende simili e mira quindi a salvaguardare - dice - non un privilegio ma un rilevante interesse pubblico. Per questo l'Ordine dei giornalisti di Sicilia promuoverà, d'intesa con la Federazione della stampa, iniziative in grado di rimuovere ogni forma di condizionamento per il lavoro dei cronisti".
"La richiesta avanzata dalla società editrice della 'Gazzetta del Sud' nei confronti di un suo redattore per il recupero di una somma di denaro a seguito di una condanna subita dal giornale stesso è un vero e proprio atto di intimidazione nei confronti della redazione stessa". Lo afferma in un comunicato il segretario regionale dell'Assostampa Alberto Cicero. Cicero sottolinea che "le strane modalità della vicenda - il giornale non ha interposto appello alla sentenza di primo grado che lo condannava a pagare per la diffamazione nei confronti di due persone, rendendola così immediatamente esecutiva - e la decisione stessa di citare in giudizio un proprio redattore - continua - sono elementi che fanno ritenere che la società editrice voglia costituire un precedente che riteniamo pericolosissimo e inaccettabile nella storia delle relazioni fra editori e giornalisti". "L'Associazione Siciliana della Stampa - conclude il segretario - deplora questo tentativo, annuncia ogni tipo di azione in difesa del collega e augura comunque che tra editore, direttore e corpo redazionale venga immediatamente a ricostituirsi un clima e un rapporto di piena fiducia reciproca".
Il Gruppo siciliano dell'Unci-Unione nazionale cronisti italiani, esprime 'solidarieta'' al collega Filippo Pinizzotto, "oggetto di una singolare ed inusuale richiesta di risarcimento danni da parte dell'azienda presso cui lavora". Nel respingere ogni tentativo di "intimidazione" nei confronti del collega, l'Unci Sicilia si augura che "l'azienda possa ritornare sui propri passi nel rispetto del corretto esercizio del diritto-dovere di cronaca".
Il Cdr del quotidiano 'La Sicilia' di Catania in una nota esprime la propria "totale e incondizionata solidarietà al collega Filippo Pinizzotto, stigmatizzando "la vera a propria intimidazione della quale il é stato fatto oggetto da parte dell'azienda per la quale lavora, intimidazione che ancora una volta mette a rischio l'esercizio del diritto-dovere di cronaca, fondamentale nel nostro lavoro, per la qualità dell'informazione e per la stessa democrazia del Paese". "In un momento in cui da più parti arrivano attacchi contro la libertà di stampa e contro chi svolge questo lavoro con serietà e dedizione - prosegue la nota - il Cdr de 'La Sicilia' si schiera accanto a Pinizzotto e agli altri colleghi de La Gazzetta del Sud che hanno proclamato lo stato di agitazione e auspica che l'azienda editrice che ha intentato l'azione civile ritiri tale improvvida decisione".
Il Cdr del Giornale di Sicilia esprime solidarietà al collega Filippo Pinizzotto al quale la società editrice della Gazzetta del Sud ha chiesto il recupero di una somma di denaro a seguito di una condanna subita dal giornale stesso. "In un momento in cui l'autonomia della categoria e la libertà di stampa - afferma la nota - sono sempre più a rischio, questa vicenda è un ulteriore campanello d'allarme che conferma le preoccupazioni legate alle difficili relazioni tra editori e giornalisti". "Condividiamo la posizione del segretario regionale dell'Assostampa, Alberto Cicero, - afferma - nel passaggio in cui si sottolinea che 'i timori legati alla possibilita' che la società editrice voglia costituire un precedente che riteniamo pericolosissimo e inaccettabilé. Episodi come questo ci devono spingere a serrare le fila e a chiedere con forza alla Fnsi un contratto che blindi la nostra professionalità e i diritti dei giornalisti".
La redazione palermitana del quotidiano la Repubblica esprime solidarietà al collega Filippo Pinizzotto, della "Gazzetta del Sud". La citazione del cronista da parte dell'azienda per rispondere in solido del risarcimento chiesto in un giudizio civile, "per un articolo, costituisce un pericoloso precedente. - afferma una nota - L'informazione in Sicilia è da tempo ormai oggetto di insidiosi tentativi di censura messi in atto da più parti. La scelta dell'azienda editrice della Gazzetta del Sud potrebbe finire per offrire facile sponda a chi non rinuncia a fermare i giornalisti e i loro articoli che ogni giorno svelano scandali e clientele di ogni genere". Per queste ragioni, la redazione palermitana del quotidiano la Repubblica "si sente vicina a Pinizzotto e a tutti i colleghi della Gazzetta del Sud, in questo momento impegnati per la difesa della libertà di stampa e degli strumenti di tutela che consentono ancora di garantire un'informazione attenta e senza bavagli". (fonte ANSA)
Al collega la solidarietà anche di Comunic@rePA
Un altro grande esempio del giornalismo se ne va. E' morto dopo una lunga malattia lo storico direttore del tg3 Sandro Curzi.
Dopo Montanelli, Biagi, un altro maestro del giornalismo ci lascia, pochi gli esempi come lui.
Antifascista e comunista convinto, alla direzione del tg3 aveva dato un volto nuovo con una gestione veloce e aggressiva.
Addio maestro!.
Ricevo dalla FNSI e pubblico:
UFFICI STAMPA PUBBLICI: INCONTRO TRA LA FNSI E L ARAN - ILLUSTRATO IL PROTOCOLLO CON I CONFEDERALI
“Una delegazione della Federazione nazionale della stampa italiana – guidata dal Segretario generale, Franco Siddi, e composta dal Segretario generale aggiunto, Giovanni Rossi, con l’assistenza del Responsabile delle Relazioni esterne, Renzo Santelli – ha incontrato, oggi, martedì 21 ottobre 2008, il
Presidente dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni, avvocato Massimo Massella Ducci Teri.
La delegazione della Fnsi ha illustrato al Presidente dell’Aran il protocollo sottoscritto dal Sindacato dei giornalisti con le Federazioni del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil. Accordo che consente l’avvio della trattativa per la definizione del profilo professionale dei giornalisti addetti stampa nella Pubblica amministrazione.
Il Presidente Massella – complimentandosi per il primo risultato raggiunto – ha sottolineato l’impegno dell’Aran a far sic he il onfronto si apra e si sviluppi in tempi ragionevoli.
La delegazione della Fnsi ha ringraziato il Presidente dell’Aran per l’attenzione prestata al tema e l’impegno assunto di favorire la soluzione di un problema che sta a cuore di tutti i giornalisti italiani”.
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:
ACCORDO TRA FNSI E SINDACATI CONFEDERALI DELLA FUNZIONE PUBBLICA PER
AVVIARE LA TRATTATIVA CON L’ARAN PER LA DEFINIZIONE DEL PROFILO
PROFESSIONALE DEI GIORNALISTI
“Svolta nella lunga vicenda della definizione del profilo professionale degli addetti stampa pubblici.
Tra Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Fnsi è stato siglato, venerdì 1 agosto, un documento comune che
fissa i principi e le modalità di composizione della delegazione unitaria per la trattativa in sede di
Agenzia per la negoziazione contrattuale nel pubblico impiego, in ottemperanza a quanto previsto
dalla legge 150/2000, al comma 5 dell’articolo 9.
Dopo otto anni dalla approvazione della legge 150 – anni caratterizzati da manifestazioni ed iniziative del Sindacato dei giornalisti (compresa un’azione legale vinta davanti al giudice del lavoro di Roma) – si crea, così, una base certa per l’avvio di una trattativa attesa da tanti colleghi che lavorano nella pubblica amministrazione. Nella premessa il documento afferma – tra l’altro – che quella dei giornalisti “pubblici” è “un’attività” che deve svolgersi “nel rispetto delle regole della pubblica amministrazione e di quelle deontologiche della professione. Con l’obiettivo di avere un’informazione corretta e trasparente nell’intento di edificare una vera e propria ‘casa di vetro’ per i cittadini”.
Il testo si articola, poi, in otto punti che disegnano la cornice entro la quale vanno definiti i ruoli del capo Ufficio stampa e degli addetti stampa. Tra l’altro vi si afferma che l’Ufficio stampa deve essere previsto in pianta organica ed avere una propria autonomia pur nel coordinamento con gli altri uffici; si fa riferimento ad una possibile diversa articolazione dell’orario di lavoro; si individuano le funzioni del capo e degli addetti all’Ufficio stampa. Inoltre, si esclude che ai giornalisti possano essere assegnate funzioni non attinenti al loro ruolo professionale.
Infine, l’intesa prevede la presenza della Federazione nazionale della stampa italiana nell’ambito della delegazione trattante.
Il documento è stato sottoscritto dai segretari generali di Fp-Cgil, Carlo Podda; Cisl-Fp, Rino Tarelli; Uil-Fpl, Carlo Fiordaliso; Fnsi, Franco Siddi. Ora il documento verrà inviato all’Aran”
e sull vicenda il Segretario Generale Aggiunto, della Federazione Nazionale della Stampa
Italiana e Responsabile Dipartimento Uffici Stampa, Giovanni Rossi, ha
dichiarato:
L’ACCORDO TRA CONFEDERALI ED FNSI APRE LA STRADA ALL’INTESA CON
L’ARAN SUL PROFILO PROFESSIONALE
“Finalmente! E’ davvero una buona notizia quella della firma di un’intesa tra la Fnsi e le organizzazioni sindacali confederali del pubblico impiego.
Ora non vi dovrebbero essere più ostacoli all’apertura della trattativa tra sindacati ed Aran per la definizione del profilo professionale dei giornalisti che lavorano nelle pubbliche amministrazioni.
Nel momento in cui il Sindacato dei giornalisti raggiunge questo importante obiettivo, sia pure non definitivo, sulla strada dell’applicazione della legge 150 del 2000, ci pare giusto ricordare il compianto Mimmo Castellano, recentemente scomparso, fino all’ultimo Presidente del Dipartimento Uffici stampa della Fnsi, che al raggiungimento di questo obiettivo ha sempre creduto.
Un ringraziamento particolare a Renzo Santelli, responsabile delle Relazioni esterne della Fnsi, per la fattiva collaborazione fornita al gruppo dirigente del Sindacato nell’intessere dei delicati rapporti necessari a rendere possibile questo sbocco.
Ora il lavoro prosegue per dare ai colleghi certezze di ruolo professionale e normative contrattuali di riferimento”.
fonte:FNSI
Per i giornalisti negli uffici stampa della P.A non c'è bisogno obbligatoriamente della laurea specialistica o quadriennale per farne parte.
L'articolo 46 del dl 112/2008 ("decreto legge Tremonti", entrato in vigore il 26/06/08 ) afferma testualmente: "Si prescinde dal requisito della comprovata specializzazione universitaria in caso di stipulazione di contratti d'opera per attività che debbano essere svolte da professionisti iscritti in Ordini o albi o con soggetti che operino nel campo dell'arte, dello spettacolo o dei mestieri artigianali, ferma restando la necessità di accertare la maturata esperienza nel settore".
Conterà il curriculum, che dà la misura della "maturata esperienza" del giornalista candidato a lavorare in un ufficio stampa pubblico.
In sostanza il Consiglio dei ministri ha fatto proprio il parere del Dipartimento della Funzione pubblica (Pres. Cons. Min. Circ. n. 2/2008 - GU n. 143 del 20.6.2008) e quello della Corte dei Conti della Lombardia ("Partendo dal dato letterale, è opportuno, innanzitutto, osservare che la norma parla di "particolare e comprovata specializzazione universitaria".
Ebbene, non vi è nessun espresso preciso riferimento testuale alla laurea o ad altro specifico diploma accademico.
Il che induce a ritenere che ciò che rilevi per il legislatore sia piuttosto, ed essenzialmente, il possesso, da parte del destinatario dell'incarico, di conoscenze specialistiche di livello equiparabile a quello che si otterrebbe con un percorso formativo di tipo universitario").
Ha scritto il ministro della Funzione Pubblica nella circolare 2/2008: "Si ritiene, inoltre, opportuno richiamare l'attenzione su alcune disposizioni specifiche tra cui l'articolo 9 della legge 150/2000, relativo ai specifici requisiti previsti per gli addetti stampa".
L'articolo 9 della legge 150/2000 afferma che gli uffici stampa sono costituiti da personale iscritto all'albo nazionale dei giornalisti anche "estraneo alla pubblica amministrazione in possesso dei titoli individuati dal regolamento di cui all'articolo 5, utilizzato con le modalità di cui all'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993 n. 29 (oggi dlgs 165/2001)".
Il regolamento è il dpr n. 422/2001, il quale prevede giornalisti laureati come responsabili degli Uffici stampa pubblici e giornalisti anche non laureati quali redattori degli stessi Uffici stam pa. Ora l'articolo 46 del "decreto Tremonti" ha fatto chiarezza in maniera nitida, senza possibilità di equivoci. Ed ecco qui sotto il testo dell'articolo 46:
Dl 112/2008. Art. 46. (Disciplina di riduzione delle collaborazioni e consulenze nella pubblica amministrazione)
1. Il comma 6 dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dal decreto legge 4 luglio 2006, n. 233, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e da ultimo dall'articolo 3, comma 76, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è così sostituito: "6. Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione universitaria, in presenza dei seguenti presupposti di legittimità:
a) l'oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall'ordinamento all'amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell'amministrazione conferente;
b) l'amministrazione deve avere preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno;
c) la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata;
d) devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione.
Si prescinde dal requisito della comprovata specializzazione universitaria in caso di stipulazione di contratti d'opera per attività che debbano essere svolte da professionisti iscritti in Ordini o albi o con soggetti che operino nel campo dell'arte, dello spettacolo o dei mestieri artigianali, ferma restando la necessità di accertare la maturata esperienza nel settore.
Il ricorso a contratti di collaborazione coordinata e continuativa per lo svolgimento di funzioni ordinarie o l'utilizzo dei collaboratori come lavoratori subordinati è causa di responsabilità amministrativa per il dirigente che ha stipulato i contratti. Il secondo periodo dell'articolo 1, comma 9, del decreto legge 12 luglio 2004, n. 168 è abrogato."
2. L'articolo 3, comma 55, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 è così sostituito: "Gli enti locali possono stipulare contratti di collaborazione autonoma, indipendentemente dall'oggetto della prestazione, solo con riferimento alle attività istituzionali stabilite dalla legge o previste nel programma approvato dal Consiglio ai sensi dell'articolo 42, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267".
3. L'articolo 3, comma 56, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 è così sostituito: "Con il regolamento di cui all'articolo 89 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono fissati, in conformità a quanto stabilito dalle disposizioni vigenti, i limiti, i criteri e le modalità per l'affidamento di incarichi di collaborazione autonoma, che si applicano a tutte le tipologie di prestazioni. La violazione delle disposizioni regolamentari richiamate costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale. Il limite massimo della spesa annua per incarichi di collaborazione è fissato nel bilancio.
(fonte: newsletter Franco Abruzzo)
Aveva creato un po' di palpitazione, per molti giornalisti che collaborano con le PA, la notizia che la Finanziaria 2008 prevedeva la laurea per gli addetti stampa con contratto co.co.co. e simili.
Il ministro della Funzione pubblica Nicolais ha chiarito.
Segue un comunicato della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
"Una notizia positiva sul fronte degli uffici stampa pubblici arriva direttamente alla Fnsi dal Ministero della Funzione pubblica.
Per i giornalisti impegnati professionalmente nella pubblica amministrazione con collaborazioni occasionali e coordinate e continuative non c´è bisogno della `particolare e comprovata specializzazione universitaria´ così come era previsto, invece, nella legge finanziaria 2008.
Una circolare del Ministero della Funzione Pubblica ha, infatti, chiarito che l´interpretazione autentica della norma, esattamente come era stata anticipata dalla Fnsi nella richiesta di chiarimento al ministro Nicolais, deve fare riferimento obbligatoriamente all´articolo 9 della legge 150/2000, relativo ai specifici requisiti previsti per gli addetti stampa pubblici.
Un chiarimento importante, del ministro e del suo dicastero, che consegna un po´di serenità a quei tanti colleghi che in queste settimane hanno temuto di perdere quelle collaborazioni con l´amministrazione pubblica fondamentali per il loro lavoro, il loro reddito e per il buon andamento dell´immagine degli enti".
Nata agli Stati Generali dell'Antimafia di Roma dello scorso anno, Libera Informazione è una fondazione che ha un grande progetto: fare rete tra giornalisti che si occupano di antimafia.
Se ne è discusso a Palermo, nel corso di un seminario durante il quale si è fatto il punto sullo stato di salute del giornalismo siciliano ed in particolare sull’informazione per la legalità e contro le mafie.
L'iniziativa, presentata nel corso di un seminario, da Roberto Morrione, storico direttore di Rai News 24 e presidente della Fondazione, ha lo scopo di fare rete tra giornalisti impegnati sul fronte dell'antimafia e della libera informazione, iniziare una collaborazione che tenga sempre accesi i riflettori sul fenomeno mafioso e dia una scossa alle coscienze dei siciliani.
E per far rete si parte da un portale multimediale (Liberainformazione.org) che coordinerà e dare spazio e visibilità alle tante esperienze locali frammentate e poco conosciute, "saldandole con il mondo dei media diffusi sul mercato, per romperne l’isolamento, per creare occasioni di scambio e formazione, per promuovere iniziative comuni nelle istituzioni, nelle scuole, nelle università”, come ha spiegato Roberto Morrione.
Guarda il video della conferenza stampa di presentazione di "Libera informazione
Dopo cinque giorni di impegnativi lavori congressuali si è concluso il XXV Congresso della Fnsi che ha visto l'elezione di Franco Siddi alla segreteria generale della FNSI (199 voti su 310 al primo scrutinio) e di Roberto Natale (83 voti favorevoli 18 schede bianche 6 nulle e 2 disperse) alla presidenza. Durante il congresso l'amico e collega Antonio D'Errico ha presentato una mozione pro Uffici stampa.
La mozione che puntava a sanare lo stallo che vive l'infinita vertenza degli uffici stampa della Pubblica Amministrazione con tantissimi colleghi ancora in attesa che la legge 150/2000 trovi piena e concreta applicazione, è stata respinta con 87 voti a favore, 188 contrari e 14 astenuti.
Ogni commento è superfluo.
Riporto quanto ha scritto Franco Abruzzo nella sua newsletter: "La mozione, molto tecnica e puntuale, aveva solo l'obiettivo di smuovere le coscienze e di avviare, una volta e per sempre, un percorso chiaro, puntuale, fuori dagli attuali percorsi privi di risultati concreti. E' prevalsa, invece, la logica dei "padrini" del sindacato arroccati a difesa delle loro poltrone. La battaglia continua. I "padrini" sono apparsi sconvolti quando hanno letto la richiesta di fondo della mozione: l'applicazione, integrale, del contratto Fnsi e di tutti i suoi istituti".
MOZIONE UFFICI STAMPA - Castellaneta Marina 28-29 novembre 2007
Premesso che:
A distanza di sette anni dall'entrata in vigore della legge 150/2000 e del relativo regolamento attuativo, nella Pubblica Amministrazione, negli Enti non profit e nelle strutture private, i giornalisti, purtroppo, vivono una realtà eccessivamente dipendente dalla discrezionalità e dalla sensibilità dei vertici delle istituzioni
IL CONGRESSO IMPEGNA IL CONSIGLIO NAZIONALE E LA GIUNTA ESECUTIVA
1) a condividere con tutta la categoria la vertenza degli uffici stampa, dimostrando che l'applicazione della legge 150/2000 è un'esigenza di tutti i giornalisti italiani;
2) a riaffermare con forza e determinazione la necessità della presenza giornalistica all'interno della P.A., negli enti non profit e nelle strutture private. Presenza fondata su alcuni capisaldi:
a) l'iscrizione all'Ordine dei giornalisti, unica garanzia di rispetto deontologica della professione e quindi dei principi d'imparzialità, di trasparenza, di obiettività e di autonomia professionale;
b) applicazione, integrale, del contratto giornalistico Fnsi e di tutti i suoi istituti, perché solo nel contratto giornalistico c'è la certezza di lavorare nel rispetto delle norme deontologiche della professione, norme che la legge 150/2000 non a caso ha voluto recepire;
c) iniziative per ridurre il precariato con strumenti che possono agevolare l'accesso a posti di lavoro, come ad esempio l'istituzione di elenchi ai quali possono iscriversi colleghi che hanno avuto esperienze di lavoro giornalistico. L'obiettivo è quello di spingere la P.A., enti non profit e privato ad avvalersi di colleghi con un curriculum mirato;
d) attivarsi affinché le amministrazioni pubbliche sottoscrivano documenti d'impegno per stabilire costanti percorsi di aggiornamento e di formazione e al tempo stesso siano assicurati ai colleghi quelle dotazioni strumentali ormai indispensabili per operare in un contesto sempre più multimediale;
e) sensibilizzare il Consiglio nazionale dell'Ordine affinché siano emanate direttive uniformi a tutti i Consigli regionali per stabilire condizioni univoche che regolamentino l'accesso al praticantato;
f) avviare urgentemente una verifica nazionale per portare alla luce eventuali situazioni illegali e risolverle.
3) a rendere operativo il Dipartimento nazionale uffici stampa, nella cui composizione priorità dovrà essere data alla presenza di consiglieri e di colleghi che lavorano negli uffici stampa.
Esce a fine novembre in libreria "La Nuova Comunicazione Politica" edito dalla FrancoAngeli.La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica le modalità dello sciopero proclamato dalla Federazione:
I giornalisti dei quotidiani si asterranno dal lavoro nella giornata di sabato 30 giugno per impedire la pubblicazione dei quotidiani nella giornata di domenica 1° luglio.
I giornalisti delle agenzie di stampa, dei service, delle strutture sinergiche nazionali e locali, dei giornali telematici, dei siti web e dei portali internet si asterranno dal lavoro dalle ore 7,00 di sabato 30 giugno
alle ore 7,00 di domenica 1° luglio.
I giornalisti freelance, i collaboratori e i corrispondenti si asterranno dal lavoro per l’intera giornata di sabato 30 giugno.
I giornalisti dell’emittenza radiotelevisiva nazionale pubblica e privata, analogica e digitale, e dei canali tematici satellitari legati o no a network terrestri si asterranno dal lavoro nella giornata di sabato 30
giugno, dalle ore 6,00 di sabato 30 giugno alle ore 6,00 di domenica 1° luglio.
I giornalisti degli uffici stampa si asterranno dal lavoro per l’intera giornata di sabato 30 giugno.
Nel corso dello sciopero nell’emittenza radiotelevisiva saranno assicurati soltanto i notiziari in forma ridotta previsti da eventuali accordi aziendali.
Pertanto, non andrà in onda nessuna trasmissione o rubrica giornalistica, né andranno in onda trasmissioni registrate in giornate precedenti, che abbiano come conduttori o protagonisti giornalisti, né avvenimenti sportivi con la cronaca di giornalisti. In ogni caso sarà assicurata la presenza dei Cdr in
tutte le redazioni al fine di predisporre notiziari straordinari in presenza di eventi di particolare gravità e interesse per l’utenza. Non sono previste deroghe di alcun tipo.
La presidenza della Provincia di Milano ha indetto la terza edizione del Premio giornalistico in memoria di Enzo Baldoni, morto in Iraq alla fine dell'agosto 2004.
Il concorso che si articola in quattro sezioni: agenzie e stampa, radio e televisione, internet e fotografia, premierà i servizi pubblicati tra il primo luglio 2006 e il 30 giugno 2007, che abbiano raccontato i processi di dialogo e di comprensione tra diverse culture, etnie e religioni e che siano testimonianza di un impegno legato ai temi della pace, dello sviluppo sostenibile e dell'affermazione dei diritti universali, sociali e civili.
Info e bando qui:
http://www.provincia.milano.it./news/dettaglio_news.html?id=4401
Il Presidente del Senato Franco Marini riceverà alle 16 di oggi l’Ordine dei Giornalisti, la Federazione della Stampa (Fnsi) e l’Unione Cronisti (Unci), preoccupati per le limitazioni al diritto di cronaca e alla possibilità di informare i cittadini sulle inchieste giudiziarie e i processi. Tali restrizioni sono state introdotte dalla legge sulle intercettazioni già approvata dalla Camera.
(fonte agenda del giornalista)